Personaggi

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

Costantino FAILLACE
(Tratto da San Lorenzo Bellizzi, L. Larocca, A. Rugiano, a cura di Francesco Carlomagno, Edizioni Nuova Grafica Fiorentina, Firenze)


N
ato a San Lorenzo Bellizzi il 9 agosto 1925, risiede a Roma.
Compie gli studi universitari a Bologna laureandosi in Scienze Naturali con la specializzazione in Idrogeologia.
Poi una carriera brillante che lo porta in tutti i continenti come consulente idrogeologo.
Queste le tappe principali della sua carriera: dal 1953 al 1958 lavora in Italia per progetti minerari e di ricerca dell'acqua. Nel 1959 va in Somalia e vi resta per sette anni in qualità di responsabile del progetto sulla ricerca dell'acqua, ma in Africa vi rimane per 18 anni (Somalia, Uganda, Kenia, Liberia).
Nel 1960 sposa a Nairobi Katherina Shneider da cui avrà tre figli (Ernesto, Rosanna, Alessandro). Poi va in America Centrale e in America del Sud per circa 9 anni, principalmente, in Costa Rica e Bolivia. Per diversi anni è in Asia Centrale (India, Nepal, Corea del Sud).
Egli è impegnato quasi sempre per organismi internazionali.
I suoi studi scientifici sono stati pubblicati in inglese, spagnolo e italiano. Dopo tanti anni di lavoro, arrivato alla pensione non si mette a riposo. La sua bella casa romana non gli dà la serenità, anzi lo rende pensoso.
Chi ha vissuto per tanti anni in mezzo ai poveri non può fare sonni tranquilli in una casa, seppure comoda e piacevole.
Nato in un paese dove la vita era essenziale, cresciuto in una famiglia dove il pane doveva essere spezzato tra nove fratelli e vissuto tra popoli poveri con una coscienza da sempre sensibile alle istanze sociali, non si identifica con lo status di pensionato. Ecco allora la sua scelta di volontariato per le tribù indiane in Poona e Thane, distretti dello Stato di Maharashtra, per circa sei mesi all'anno. Nonostante i quattro bypass al cuore , egli trasmette una lezione di vita: freschezza, giovialità e tenacia. Finora già 390 villaggi hanno beneficiato del-l'acqua potabile.
La produzione scientifica di Costantino Faillace consta di circa ottanta lavori, ma qui ci limitiamo a segnalare solo quella in lingua italiana. Non si può, tuttavia, non menzionare la sua monografia in otto volumi del 1986: La qualità dell'acqua in Somalia, pubblicata in inglese dall'Agenzia tedesca per la cooperazione tecnica.
- Nuove notizie sul Calabriano dei dintorni di Castrovillari (Cosenza), "Annali del Museo geologico di Bologna", Serie II, vol. XXV, Bologna, 1953.
- La trasgressione del Pliocene Superiore nella zona di Piazza Armerina, "Boll. del servizio geologico d'Italia", Roma, 1957.
- Cooperazione internazionale nell'attuazione di un programma organico di ricerche idriche in Somalia in La cooperazione internazionale in Africa, Atti del convegno di studi tenuto a Mogadiscio dal 14 al 16 gen.1960.
- Stato delle attuali conoscenze sulla idrogeologia della Somalia, "Rivista di agricoltura subtropicale e tropicale", LVI, 4-5, Firenze, 1960.
- Linee programmatiche per la valorizzazione delle risorse idriche in Somalia (escusa la Regione del Nord), Mogadiscio, 1963.
- Le risorse idriche dei comprensori di Agfoi e di Genale (Somalia), "Rivista di agricoltura subtropicale e tropicale", LVIII, Firenze, 1964.
- Progetto per lo studio di corsi d'acqua temporanei da sbarrare con dighe in terra o in calcestruzzo, Mogadiscio, 1965.
- Bilancio idrogeologico e pianificazione coordinata di una regione, Atti della Ima Conferenza internazionale sulle acque sotterranee, Palermo, 1973.
- Capacità specifica e calcolo delle risorse idriche bacini sotterranei, "Boll. del servizio geologico d'Italia", XCIV, I, Roma, 1973.
- G. Armone-C. Faillace, Bibliografia idrogeologica italiana (1930-1973): acque sotterranee, "Boll. del servizio geologico d'Italia", Roma, 1975.

 

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Don Vincenzo MAZZEI
(Tratto da San Lorenzo Bellizzi, L. Larocca, A. Rugiano, a cura di Francesco Carlomagno, Edizioni Nuova Grafica Fiorentina, Firenze)


N ato a San Lorenzo Bellizzi il 12/03/1910 e morto a Tortora il 01/08/1960; è stato parroco dal 1944 al 1956 nel suo paese natale.
Dopo un caldo invito del vescovo, Mons. R. Barbieri, decise di tornare a Tortora, dove già era stato dal 1939 al 1944, perché là era venuta a crearsi una situazione molto delicata e lui rappresentava l'unica soluzione.
Nel 1997 l'Amministrazione Comunale gli ha intitolato una strada nel centro storico con la seguente motivazione: "Con tale atto questa Amministrazione Comunale ha inteso perpetuare la memoria della nobile figura di Sacerdote che si è distinto in tanti anni di ministero per le sue doti di mente e di cuore e per il suo impegno a favore della crescita morale e spirituale di tanti tortoresi, nonché per l'opera assistenziale svolta in favore dei bisognosi e dei deboli". A proposito del Sacerdote sallorenzano, Amedeo Fulco scrisse: "Amabile per bontà, per umiltà, e per scrupoloso zelo" (Memorie Storiche di Tortora, Napoli, Intercontinentalia, 1960, p. 282 ).
Per sua espressa volontà, alla morte, la chiesa di Sant'Anna con l'annesso terreno è stata donata alla Diocesi.
Questa proprietà l'aveva ereditata dallo zio Giuseppe Mazzei, sposato ma senza figli, insegnante elementare, in paese tenuto in grande considerazione sia per la sua cultura, sia per il suo modo di vivere religiosamente.
Scrisse un saggio su Dei sepolcri del Foscolo ritenuto da tutti i suoi amici un ottimo lavoro critico, però mai stampato e poi andato perduto.
Ha chiuso la sua esistenza terrena nel 1929, quasi cieco. All'occasione, beveva sempre volentieri qualche bicchiere di vino. Si racconta che quando gli si domandava se ne voleva, rispondesse: "Che domanda! È come chiedere al malato se vuole sanità".
Don Vincenzo era severo e gioviale, mite e forte, secondo le circostanze. Non guardava in faccia al bisognoso ma all'onestà della persona, sì. Disponibile con tutti: "bianchi" e "rossi".
Tempi difficili i fine anni Quaranta e i primi anni Cinquanta. Le provocazioni erano alla portata del giorno.
Don Vincenzo era lì. Chiamava Lorenzo "I Priuli" per aggiustare la sua casa o per farsi costruire la casetta in campagna perché, anche se compagno dichiarato, era onesto ed un ottimo mastro muratore.
Per questo, fu accusato presso il Vescovo di essere prete "rosso".

 

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Vincenzo MAZZEI
(Tratto da San Lorenzo Bellizzi, L. Larocca, A. Rugiano, a cura di Francesco Carlomagno, Edizioni Nuova Grafica Fiorentina, Firenze)

 

 

N ato a San Lorenzo Bellizzi il 12 marzo 1929, attualmente vive a Grosseto.
Insegnante elementare, a 19 anni entra in ruolo. In seguito si laurea in pedagogia (tesi di laurea in filosofia teoretica: Marsilio Ficino secondo padre della platonica filosofia, relatore Felice Alderisio) e in materie letterarie all'Università di Salerno. Quindi insegnante di lettere negli istituti medi superiori.
Ha collaborato a diversi giornali e riviste. Appassionato di Dante fin da ragazzo, nel 1987 pubblica Dante e i suoi amici nella Divina Commedia per i tipi dell'Editrice Nuovi Autori di Milano.
Nello stesso anno vince il Premio "Dante" della "Dante Alighieri" di Ferrara per il suo studio sul IV canto del Purgatorio; nel 1965 aveva scritto Dante "exul inmeritus" ("Nuova rassegna", Cosenza, a. II. fasc. 5-7, pp. 2-4).
È del 1975 il saggio: San Bernardino da Siena e l'Umanesimo, Cosenza, MIT Editore.
Nel 1968 esce una silloge di poesie presso Pellegrini Editore di Cosenza dal tito-lo Flosculi.
Si ricordano, inoltre, i due racconti: L'addio ("Minerva magistrale", Cosenza, a. I, n. 4-5, 1950), Rosalba ("Casa nostra", Busto Arsizio, a. II, n. 3, 1963) e la Prefazione a: CARMELA GRASSI CAPALBI, Zibaldone, Cosenza, MIT Editore, 1977.

 

 

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Giuseppe PITTELLI
(Tratto da San Lorenzo Bellizzi, L. Larocca, A. Rugiano, a cura di Francesco Carlomagno, Edizioni Nuova Grafica Fiorentina, Firenze)


N ato a San Lorenzo Bellizzi il 21/02/1922, medico, ha esercitato la sua attività a Saracena, dove è morto il 12/10/ 1999.
Saracena non è distante da San Lorenzo, tuttavia, raramente e per poche ore è tornato al suo paese, dove pure per qualche anno, all'inizio, aveva svolto la professione.
Per le Edizioni del Leone di Venezia ha pubblicato le raccolte di poesie: Il ricco, 1988; I rossi oleandri di Sibari, 1989; Alla morte chiamano Cristo, 1992; I figli non muoiono mai, 1993.
Presso Rebellato Editore in Padova: Aforismi (prosa) , 1971; L'ultimo Sud, 1971.
Per la Procellaria di Reggio Calabria: Momenti lirici, 1959 (II ed.). È arrivata primavera, 1965, presso Intelizano di Parma.
Inoltre, in prosa i seguenti lavori: Aforismi pensieri racconti, Roma, Ed. Stampa d'oggi, 1955; presso lo stesso Editore: Povera mamma mia, 1955; La cancrena del Mezzogiorno italiano, 1956. Don Raffaele Saltafossa, Castrovillari, Il Cungolo, 1957; L'attimo; I cafoni aspettano il crai; Grazie, Signore (di questi tre ultimi scritti non ho avuto visione diretta).
"E io, che nacqui in una famiglia non ricca, non mi vergogno di scrivere che anch'io, sì, anch'io non conobbi che sacrifici e privazioni. Chi può dimenticare, per esempio, le cadute da cavallo -per fortuna non gravi -, nelle notti scure e piovose, quando il mulo inciampava in quei sentieri ripidi e larghi appena un palmo: dovevo restare inchiodato, per due ore, su un basto, tutto infreddolito dal gelo notturno, per prendere il postale, alle quattro, a Cerchiara, e di lì raggiungere la sede di studio. Eppure, in questo paese [San Lorenzo Bellizzi], dopo la laurea in medicina, in brevissimo tempo, scrissi:
Aforismi Pensieri Racconti; …povera mamma mia! , romanzo; Don Raffaele Saltafossa, atto unico; I cafoni aspettano il crai, racconti; L' Attimo, manifesto artistico; Leggi questo libro e cammina, saggi; La cancrena del Mezzogiorno italiano, dramma; La colombella, dramma; Signore , siamo sotto questo cielo, racconti; eccetto i due ultimi, tutti gli altri lavori sono stati pubblicati (Da Premessa dell'autore a Momenti lirici, 1957)".

 

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Lorenzo ZACCARO
(di Alfonso Mirto, tratto da San Lorenzo Bellizzi, L. Larocca, A. Rugiano, a cura di Francesco Carlomagno, Edizioni Nuova Grafica Fiorentina, Firenze)

 

 

Dotto calabrese, nato a San Lorenzo Bellizzi il 24 febbraio del 1811; fu professore di letteratura italiana e greca all'Università partenopea; diresse a Napoli l'Istituto de Pamphilis di scienze, lettere, belle arti e commercio. Appartenne all'Accademia Pontaniana, a quella Peloritana e partecipò alle sedute di numerose altre istituzioni cittadine.
Fu studioso colto e prolifico.
I suoi maggiori interessi furono inerenti allo studio della lingua latina, di quella italiana, dell'estetica applicata alle lettere e delle grammatiche comparate.
Nella sua vita passò anche un po' di tempo in carcere per supposta complicità nell'attentato di Agesilao Milano, soldato borbonico, durante il periodo risorgimentale; infatti fu vicino ai sostenitori degli ideali democratici che poi appoggiarono i garibaldini;
egli, sacerdote, si collocava in quel filone di cattolicesimo liberale, cui facevano capo diversi gruppi che tentavano di trovare una propria ed autonoma posizione nelle esigenze del nuovo quadro politico e sociale che anticipava la lotta per l'Unità d'Italia.
Com'è noto, Agesilao Milano fu giustiziato il 13 dicembre 1856, a seguito dell'attentato a Ferdinando II avvenuto nella consueta parata militare dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione.
L'episodio dell'attentato "è rimasto assai vivo nella pubblicistica, ma politicamente bisogna ritenerlo irrilevante: fu un episodio isolato, perché non risultò che Milano appartenesse personalmente ad un'organizzazione segreta, sebbene gli trovassero addosso una copia de La Libera Parola, che a Napoli era diffusa dal comitato segreto di Fanelli" (ANTONIO ALLOCATI, Napoli dal 1848 al 1860, in Storia di Napoli, Napoli, Società editrice Storia di Napoli, 1972, IX, p. 185).

 

  Fra le sue numerose opere ricordiamo: Cenno critico sulle facoltà dell'anima umana da precedere all'analisi dell ' immaginazione, Napoli, G. Barone, 1841; Risposta alla proposta di principii fondamentali per lo studio della filosofia, Napoli, Tipografia, Trani, 1847; Nuova teoria dei Giudizi, Napoli, Stamperia Strada Salvatore, 1853; Nuovo Corso di Letteratura Elementare, 3 volumi; Corso completo di Estetica applicata alle Lettere, Napoli, Stamperia Strada Salvatore, 1854-1855; Introduzione allo studio della Lingua Latina ossia Saggio di una nuova grammatica latina ragionata, Napoli, Tipografia de' Gemelli, 1855; 2^ edizione, Napoli, Luigi di Domenico, 1858;
La Metodologia per lo studio delle lingue, in cui si danno i principii e la pratica per imparare a parlare e scrivere in meno di un anno una o più lingue e specialmente la italiana, latina e g reca, inglese e francese. Opera necessaria a tutti i precettori di lingue, Napoli, Luigi di Domenico e C., 1857.
La Nuova grammatica ragionata per la lingua italiana, ridotta dallo stesso Autore (1855), gli valse il riconoscimento dalle autorità, di vedere la sua opera adottata nelle scuole del Regno "per l'universalità dei principii, per l'eccellenza del metodo, per la verità delle nomenclature, per l'esattezza del definire e per le adeguate classificazioni".
 

 

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